Una voce nel deserto.
Il deserto: luogo dell’anima, luogo di meditazione, d’isolamento, punto d’incontro. E’ proprio nel deserto che avviene il prezioso e fantastico incontro tra l’Aviatore/Narratore e il Piccolo Principe (Cap. II). E’ nel deserto che si realizza e si compie il viaggio del piccolo eroe, quanto quello del Narratore. E il deserto è il regno del silenzio. Proprio il silenzio è un motivo che continuamente accompagna l’incontro del Piccolo Principe con l’aviatore: frequentissime infatti sono le espressioni “..disse dopo un silenzio meditativo..”, “..non rispose, stando in silenzio..”, quasi a rappresentare un sottotesto, un’altra storia entro cui si muove il protagonista. Il silenzio è dunque una trama dove rumorosi i pensieri inciampano, storie s’incontrano, mondi paralleli si fondono (come avviene per i bambini).
Deserto è anche sinonimo di morte: l’incidente dell’aviatore, presagio negativo, e la ancor più tragica morte del Piccolo Principe a fine racconto, lì dove sembra ricongiungersi un circolo di eventi e presagi negativi. Cosa dire dei quaranta giorni nel deserto di Gesù? Il diavolo lì incontra il Figlio dell’uomo e lo mette alla prova.
Il deserto, dunque: luogo del silenzio, d’incontro, luogo di confronto soprattutto con sè stessi, luogo di morte. Sorge spontanea un’affermazione: quanto c’è in uno spazio vuoto, quanto può esserci nel silenzio.

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