•5 Ottobre 2009 •
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Mercoledì 30 settembre. I giornali danno le prime notizie della terribile alluvione che ha distrutto la provincia di Messina (Sicilia). Sono circa 16 le vittime e ancora tanti dispersi. Nei giorni successivi il bilancio è destinato a salire. I cronisti dicono che assistono a scene surreali: smottamenti, fiumi di fango, case che si sgretolano come fossero di cartapesta. I soccorsi tardano ad arrivare per le condizioni meteorologiche sempre pessime. I cittadini cercano comunque di darsi da fare, si cerca di soccorrere chi è “meno fortunato”: in queste situazioni di dolore, l’umanità dei più coraggiosi diventa l’unico pilastro sicuro a cui potersi aggrappare.
Lunedì 5 ottobre. Le condizioni meteorologiche sono migliorate, ma si continua ancora a scavare nel fango. Le vittime “recuperate” sono 26. I dispersi sono ancora 34. Nelle ore successive alla prime drammatiche notizie sulla tragedia, qualcuno ha subito tirato fuori il caso dell’abusivismo, ovvero delle case (crollate e pericolanti) costruite in posti idrogeologicamente pericolosi. E’ subito polemica politica. Anche i giornalisti sembrano cambiare tono: domandano agli alluvionati come hanno fatto a costruire le case in punti così pericolosi e perseguitano i costruttori interrogandoli sulla legalità e legittimità del loro lavoro. Intorno ancora tanto fango, e chissà quanti corpi senza vita.
Una tragedia è diventata un problema politico. C’è chi ha ancora il coraggio di parlare di Ponte sullo Stretto come rimedio (peccato che si ritardano i lavori!). C’è chi parla solo di abusivismo come principale causa di questa grande tragedia. C’è chi gioca e non ricorda con una stupida fascia al braccio o con uno stupido minuto di silenzio che un’alluvione ha distrutto la vita di 26 suoi fratelli italiani. C’è chi parla solo di idiozie, facendo dimenticare che delle persone innocenti sono morte.
Questo non è un Paese.
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Tag: Messina, alluvione, morti, Italia, Paese, abusivismo, sicilia, ponte sullo stretto, tragedia, fango, dispersi
•2 Ottobre 2009 •
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Due Cattedrali a confronto: quella del Duomo di Siena, splendido e sublime gioiello di architettura, e quella della Poesia di Petrarca, in una serata particolarmente emozionante in Piazza Duomo, ieri sera a Siena. La metafora è di Paolo Lombardi, attore e doppiatore senese, che ha contribuito insieme a Luigi Lo Cascio, attore siciliano, a dar corpo alla portentosa opera petrarchesca, introdotti dalla lezione del professor Giorgio Ficara.
Davanti a un pubblico di appena qualche centinaio di spettatori di tutte le età, si è compiuto il gran sacrificio della parola scritta, eterna e vuota, a favore della parola pronunciata, forte ma labile. I versi erano quelli del Secretum (dialogo tra Petrarca e Agostino) e del Canzoniere, “diari di un’unica passione”. Ma soprattutto una preghiera, sussurata intensamente dalla voce interiore di uomo ossessionato dalle due vie impercorribili contemporaneamente, quella che porta a Dio e quella che porta alla donna amata, resi traguardi al contempo raggiungibili da “un certo strabismo” (dall’introduzione di Ficara).
Ier sera l’amore, come dissidio interiore in stilnoveggianti versi, a volte giocosi, intensi, comunque amari, è stato cantato tutto d’un fiato per evitare che l’incantesimo svanisse troppo in fretta.
(“…quanto piace al mondo è breve sogno.” !)
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Tag: Canzoniere, Duomo, Fondazione Francesco De Sanctis, Giorgio Ficara, Luigi Lo Cascio, Paolo Lombardi, Petrarca, Secretum, Siena
•11 Settembre 2009 •
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•26 Giugno 2009 •
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In our darkest hour
In my deepest despair
Will you still care?
Will you be there?
In my trials
And my tribulations
Through our doubts
And frustrations
In my violence
In my turbulence
Through my fear
And my confessions
In my anguish and my pain
Through my joy and my sorrow
In the promise of another tomorrow
I’ll never let you part
For you’re always in my heart
Michael Jackson – Will you be there.
R.I.P.
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Tag: Michael Jackson, Will you be there